Il 2020 verso un calo record di emissioni “grazie” al coronavirus. Ma anche così non basta

Il 2020 verso un calo record di emissioni “grazie” al coronavirus. Ma anche così non basta

La riduzione potrebbe essere di almeno il 4% secondo le stime preliminari di Carbon Brief. Il più abbondante calo mai osservato nella storia recente. Ma per salvare davvero il clima servirà molto di più.

Quale sarà l’impatto del coronavirus sulle emissioni di gas serra e sull’inquinamento atmosferico?

Una nuova analisi pubblicata da Carbon Brief fornisce una stima iniziale di quella che potrebbe essere la riduzione delle emissioni di CO2 nel 2020, con l’avvertenza però che sono dati incerti e incompleti, perché in questa fase è molto difficile ottenere indicazioni precise sull’andamento di tutti gli indicatori utilizzati per formulare queste stime.

Riassumendo le analisi di Carbon Brief, si prevede un calo annuale delle emissioni nell’ordine di 1,6 miliardi di tonnellate di CO2, una riduzione cioè del 4% circa rispetto al 2019.

Tuttavia, nemmeno un calo del genere sarebbe in linea con la traiettoria che dovrebbero seguire le emissioni in base agli obiettivi climatici.

Difatti, spiega Carbon Brief, per contenere l’aumento delle temperature medie a +1,5 gradi centigradi entro fine secolo, rispetto all’età preindustriale, nel prossimo decennio le emissioni di CO2 dovrebbero scendere in media di oltre il 6% ogni anno (circa 2,2 miliardi di tonnellate in meno ogni dodici mesi).

Questo calcolo, si legge nelle analisi, è basato sul rapporto IPCC del 2018, secondo cui le emissioni di CO2 nel 2030 dovrebbero essere inferiori del 45% rispetto ai valori del 2010, in modo da limitare il surriscaldamento globale a +1,5 gradi.

Secondo le stime formulate prima della crisi del Covid-19, precisano ancora gli analisti, il 2020 avrebbe dovuto chiudersi con un leggero incremento delle emissioni inquinanti: +1% con circa 470 milioni di tonnellate (Mt) in più in confronto allo scorso anno.

A metà marzo Carbon Brief aveva pubblicato un primo approfondimento sul potenziale impatto del coronavirus sull’andamento delle emissioni inquinanti in Cina durante il lockdown, stimando una diminuzione del 25% circa per la CO2 (e del 36% per gli ossidi di azoto) nelle prime due settimane dopo il capodanno cinese.

Per quanto riguarda il 2019, secondo i dati diffusi lo scorso febbraio dalla IEA (International Energy Agency), le emissioni globali di CO2 legate all’energia avevano arrestato la loro crescita, rimanendo sullo stesso livello del 2018 a circa 33 miliardi di tonnellate a fronte di un aumento del Pil mondiale del 2,9% segnando così un “disaccoppiamento” (decoupling) tra emissioni e Pil.

Il grafico sotto riassume le stime di Carbon Brief.

In sostanza, il 2020 potrebbe segnare il più abbondante calo delle emissioni inquinanti mai osservato finora nella storia recente.

Le stime di Carbon Brief si basano su cinque “collezioni” di dati che riguardano le emissioni di CO2: il settore petrolifero globale, le intere economie di Cina e Stati Uniti, il sistema ETS europeo e l’India ma solo per quanto concerne la produzione di energia elettrica.

Resta molta incertezza perché le variabili da considerare sono diverse, tra cui la durata effettiva della pandemia nei diversi paesi, l’evoluzione del Pil, la possibilità che l’economia si riprenda nella seconda metà del 2020, l’evoluzione della domanda petrolifera e dei consumi elettrici, e così via.

E poi, ricorda Carbon Brief, una riduzione delle emissioni quest’anno, per quanto potrà essere netta e decisa in confronto al 2019 “grazie” all’emergenza coronavirus, non risolverà il problema del surriscaldamento terrestre sul medio-lungo termine.

Anzi, la ripresa economica, se non accompagnata da più stringenti misure per il clima, potrebbe comportare una nuova accelerata delle emissioni.

In sostanza, la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera continuerà ad aumentare ogni anno, finché le emissioni nette saranno azzerate. In altre parole, servono politiche energetiche e ambientali in grado di modificare la struttura stessa del sistema economico mondiale, portandolo verso il graduale abbandono dei combustibili fossili.

 

Fonte articolo: Qualenergia.it | Link articolo >> https://bit.ly/3eU4fcj

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